La direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie e il bail-in

Il 1 gennaio 2016 è entrata in vigore la nuova normativa volta a prevenire e gestire le crisi delle banche e delle imprese di investimento.

La BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) dà alle autorità di risoluzione poteri per:

  • Pianificare la gestione della crisi;
  • Intervenire per tempo, prima della completa manifestazione della crisi;
  • Gestire al meglio la fase di risoluzione mediante un processo di ristrutturazione dell’ente.

L’obiettivo delle attività è quello di ripristinare le condizioni di sostenibilità economica della parte sana della banca evitando qualsiasi interruzione nella prestazione dei servizi.

Per salvaguardare la parte sana le autorità di risoluzione potranno:

  • Vendere una parte delle attività a un acquirente privato;
  • Trasferire temporaneamente le attività e passività a un’entità (bridge bank) costituita e gestita dalle autorità per proseguire le funzioni più importanti in vista di una successiva vendita sul mercato;
  • Trasferire le attività deteriorate a un veicolo (bad bank) che ne gestisca la liquidazione in tempi ragionevoli;
  • Applicare il bail-in (salvataggio interno), ovvero svalutare azioni e crediti e convertirli in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in difficoltà o per costituire una nuova entità che ne continui le funzioni essenziali.

Con lo strumento del bail-in, quindi, l’assorbimento delle perdite e il raggiungimento di un livello di capitalizzazione sufficiente alla prosecuzione delle attività essenziali della banca avviene mediante la riduzione del valore delle azioni o di alcuni crediti oppure la loro conversione in azioni.

La logica di applicazione del bail-in prevede che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostenga prima degli altri le eventuali perdite o la conversione in azioni; solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si passa a quella successiva. L’ordine di priorità dei soggetti detentori di crediti è il seguente:

  1. Gli azionisti;
  2. I detentori di altri titoli di capitale;
  3. Altri creditori subordinati;
  4. I creditori chirografari;
  5. Le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi per l’importo eccedente i 100.000,00 euro;
  6. Il fondo di garanzia dei depositi che contribuisce al bail-in al posto dei depositanti protetti.

I depositi fino a 100.000,00 euro, protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi cui Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia S.p.A. aderisce, detenuti in conto corrente o su conti deposito, siano essi in forma libera o vincolata, sono espressamente esclusi dal bail-in.

 

Per maggiori informazioni è possibile consultare:

https://www.bancaditalia.it/media/notizia/che-cosa-cambia-nella-gestione-delle-crisi-bancarie

Associazione Bancaria Italiana ABI – Bail_In_Brochure.pdf



Banca Mediocredito FVG

Banca della Regione per la regione.

 

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